Circuito Chico (Anello Panoramico)
Quando ho parcheggiato la mia auto sulla collina sopra Bariloche e ho visto per la prima volta il lago Nahuel Huapi stendersi ai miei piedi come uno specchio blu incastonato tra le Ande, ho capito perché questo posto è considerato uno dei gioielli della Patagonia argentina. Il Circuito Chico non è semplicemente un giro panoramico: è una porta d’ingresso verso una delle regioni più affascinanti del Sudamerica, dove la natura regna sovrana e ogni curva rivela un paesaggio che toglie il fiato. Ideale per chi arriva a Bariloche per la prima volta, questo anello panoramico di circa 60-80 km permette di orientarsi, di scegliere i luoghi da esplorare con calma nei giorni successivi e di innamorarsi perdutamente di un territorio che mescola alpine europeo e selvaggio patagonico in un equilibrio perfetto. Se disponete di alcune ore libere e di un’auto a noleggio, il Circuito Chico è il modo migliore per iniziare la vostra scoperta di questa zona magica.
Route Overview
Il Circuito Chico si snoda per circa 60-80 km attorno alla zona occidentale di Bariloche, formando un anello che tocca alcuni dei punti più iconici della regione dei laghi andini. Il percorso richiede 2-4 ore senza soste lunghe, ma consiglio vivamente di calcolare almeno 4-5 ore per godersi davvero ogni tappa, considerando le soste fotografiche, le pause pranzo e il tempo necessario per esplorare i sentieri più belli.
La stagione ideale va da novembre a marzo, quando le giornate sono lunghe e il clima più mite, perfetto per guidare con il finestrino abbassato e respirare l’aria pura delle Ande. L’inverno patagonico (giugno-settembre) può regalare paesaggi innevati di straordinaria bellezza, ma richiede catene per pneumatici e maggiore cautela alla guida.
Il percorso si articola in cinque tappe principali: Cerro Campanario, Colonia Suiza, Hotel Llao Llao, Puerto Pañuelo e Punto Panoramico (Bahía López). Consiglio di partire da Bariloche in direzione nord-ovest per raggiungere prima il Cerro Campanario, che offre il primo impatto panoramico mozzafiato, per poi scendere verso sud-ovest costeggiando i laghi Nahuel Huapi e Gutiérrez, toccando il villaggio svizzero di Colonia Suiza, l’iconico Hotel Llao Llao, il porto di Puerto Pañuelo e concludendo al punto panoramico di Bahía López prima di rientrare verso la città. Questa sequenza permette di ottimizzare i tempi, evitando di tornare sui propri passi e sfruttando al meglio la luce del sole, che sulla costiera occidentale è più favorevole al mattino presto mentre il punto panoramico di Bahía López è ideale per il tardo pomeriggio.
📍 Il periodo migliore per affrontare questo itinerario va da novembre a marzo, quando le giornate sono lunghe e il clima più mite, ideale per godersi le soste panoramiche senza fretta.
💡 Consiglio locale: partite presto la mattina, quando le strade sono ancora quasi vuote e la luce del sole entra lateralmente nei boschi, creando atmosfere fotografiche davvero suggestive. Evitate se possibile i weekend e le vacanze argentine, quando il traffico lungo il Circuito Chico può diventare sorprendentemente intenso. Un noleggio auto a Bariloche vi darà la flessibilità necessaria per esplorare con calma, fermandovi ogni volta che un panorama vi cattura, senza dipendere dagli orari dei trasporti pubblici.
Il percorso si articola in circa 60-80 km totali, con dislivelli modesti ma curve continue che richiedono attenzione. La maggior parte del tragitto è asfaltato, adatto a qualsiasi veicolo, con rare sezioni sterrate che non presentano difficoltà. Lungo il percorso troverete diverse aree di sosta attrezzate con panchine e pannelli informativi, ideali per una pausa rigenerante immersi nella natura andina.
Cerro Campanario
La prima tappa importante è il Cerro Campanario, raggiungibile tramite una funivia che sale ripide pendici boschive. Dalla cima a 1050 metri, lo sguardo spazia su un anfiteatro lacustre di straordinaria bellezza: il lago Nahuel Huapi si stende ai piedi con le sue isole verdeggianti, mentre attorno si ergono le cime innevate delle Ande. Il panorama è considerato uno dei più belli della Patagonia argentina, tanto che nel 2013 è stato insignito del titolo di miglior scena naturale del mondo da una giuria internazionale. Per raggiungere la stazione superiore della funivia ci vogliono circa 20 minuti, e una volta in cima si consiglia di dedicare almeno un’ora alla esplorazione dei sentieri panoramici e delle terrazze osservazione. Il sito è aperto tutto l’anno con orari che variano stagionalmente, e nei mesi estivi rimane accessibile fino a sera per permettere l’osservazione del tramonto sulle montagne.
Colonia Suiza
Proseguendo verso sud-ovest lungo la riva occidentale del lago, si arriva alla località di Colonia Suiza, un villaggio di origine svizzera fondato alla fine dell’Ottocento da immigrati elvetici. Qui il tempo sembra essersi fermato: le casette in legno con i tetti spioventi, i prati fioriti e la chiesa evangelica di legno costruita nel 1902 raccontano una storia di adattamento e resilienza. Il villaggio è famoso per la produzione artigianale di cioccolato e per la ricostruzione delle capanne originali degli immigrati, oggi trasformate in piccoli musei all’aperto. La domenica si tiene un mercatino contadino dove poter acquistare formaggi locali, marmellate e pane integrale cotto in forni a legna. Consiglio di parcheggiare vicino alla piazza principale e dedicare un paio d’ore alla esplorazione a piedi, perdendosi tra i sentieri lastricati e le aiuole curate. L’atmosfera qui è profondamente diversa dal turismo di massa di Bariloche: più intima, più lenta, quasi fuori dal tempo. È il luogo ideale dove fermarsi per un pranzo leggero prima di riprendere il viaggio, possibilmente seduti in uno dei piccoli caffè che servono torte fatte in casa secondo ricette svizzere tradizionali.
Hotel Llao Llao e dintorni
Il percorso prosegue verso nord-ovest, costeggiando il lago Gutiérrez prima di raggiungere la penisola di Llao Llao, dove sorge l’omonimo hotel. Costruito negli anni ’30, questa struttura in stile alpino è diventata un simbolo stesso di Bariloche, tanto da essere rappresentata sulle cartoline ufficiali della città e sui biglietti da mille pesos argentini. I giardini dell’hotel sono aperti al pubblico e offrono passeggiate panoramiche tra orchidee tropicali e rose antiche, con viste privilegiate sul lago e sulle montagne circostanti. Il ponte coperto in legno che attraversa il canale che separa il lago Nahuel Huapi dal lago Gutiérrez è uno degli scorci più fotografati della regione. Nei dintorni si trovano diversi sentieri escursionistici di diversa difficoltà, dal breve percorso ad anello attorno alla baia fino a sentieri più lunghi che salgono verso il Monte Lothmar. Per chi ha più tempo a disposizione, consiglio di percorrere il sentiero verso la cascata degli alveari, nascosta nel bosco a breve distanza dall’hotel, dove l’acqua cade in un salto di circa 20 metri circondato da una vegetazione lussureggiante. Il Llao Llao è anche un ottimo punto di partenza per esplorare il Parco Nazionale Nahuel Huapi, la più antica area protetta dell’Argentina, istituita nel 1934 e oggi patrimonio naturale riconosciuto a livello internazionale.
Puerto Pañuelo
Scendendo lungo la penisola verso sud, si raggiunge Puerto Pañuelo, un antico porto di pesca oggi trasformato in approdo per battelli turistici che effettuano crociere sul lago Nahuel Huapi. Qui si trovano anche il Museo della Patagonia, allestito in un edificio storico che racconta la geologia, la flora, la fauna e le popolazioni originarie della regione, e il giardino botanico alpino, che ospita specie vegetali delle Ande a diverse altitudini. Il porto è circondato da un lungomare con ristoranti e caffè, ideale per una sosta rilassante con vista sui battelli ormeggiati. Consiglio di verificare gli orari delle crociere pomeridiane verso l’isola Victoria e la foresta ancestrale, che permettono di immergersi in uno degli ecosistemi più preservati della Patagonia, con alberi secolari di awe y alerce che raggiungono i 50 metri di altezza. L’area di Puerto Pañuelo è anche un punto di accesso al sentiero che sale al rifugio Mottetto, un percorso di media difficoltà che si snoda attraverso un bosco di lengas e ñires, emergendo su una balconata naturale a picco sul lago. La vista dall’alto è contemplativa: le acque blu si perdono tra le montagne, e nei giorni limpidi è possibile avvistare il Cerro Tronador con i suoi ghiacciai brillanti. Il rientro richiede circa 3-4 ore di cammino, quindi è consigliabile partire la mattina presto per tornare prima del tramonto.
Punto Panoramico (Bahía López)
La tappa finale del Circuito Chico è il punto panoramico di Bahía López, situato lungo la costiera orientale. Da qui lo sguardo spazia su uno dei paesaggi più iconici della Patagonia andina: le acque calme del lago, le isole boschive, e alle spalle la Catena Andina con le sue cime innevate che si riflettono sulla superficie lacustre creando un tableau vivant di straordinaria bellezza. Il punto di osservazione è facilmente raggiungibile in auto, con un ampio parcheggio, panchine e un ponte in legno che si avanza leggermente sul lago per una vista ancora più immersiva. 📍 Consiglio di arrivare qui verso tardo pomeriggio, quando la luce dorata trasforma i colori del paesaggio e le ombre delle montagne si allungano sull’acqua. Molti fotografi professionisti considerano questo uno dei punti migliori per catturare il tramonto sulle Ande, con il gioco di luci e ombre che dura anche un’ora dopo il tramonto del sole dietro le montagne.
Il ritorno verso Bariloche da Bahía López richiede circa 30 minuti di guida lungo la costiera orientale, che offre ulteriori scorci panoramici sui laghi e sulle montagne. Durante il rientro, prestate attenzione al vento patagonico che influenza il clima della regione. Il vento può essere molto intenso nel pomeriggio, specialmente lungo le costiere esposte, e può creare onde sul lago che rendono il paesaggio ancora più suggestivo ma anche più freddo. Consiglio di avere sempre con sé uno strato in più di abbigliamento, anche nelle giornate estive più calde, perché la temperatura può calare rapidamente con il cambio di vento e l’ombreggiamento delle montagne. Lungo il percorso di rientro, diverse aree di sosta permettono di fermarsi per ultime fotografie prima di rientrare in città.
Il Circuito Chico è un percorso che si presta bene a essere fatto in mezza giornata, ma che lascia con la voglia di tornare per esplorare con più calma i sentieri, le spiagge nascoste e i piccoli centri abitati che punteggiano il territorio. È il tipo di viaggio che premia il viaggiatore curioso, rivelando strati di storia, natura e cultura che trasformano un semplice giro panoramico in un viaggio di scoperta.
Questo viaggio presenta alcune insidie da conoscere
Le strade presentano alcune insidie che è meglio conoscere prima di partire. Il vento patagonico può essere molto forte, specialmente lungo la costiera occidentale e nei pressi del Cerro Campanario: in alcune giornate ho dovuto tenere il volante con entrambe le mani per mantenere la traiettoria, e ho visto automobili oscillare visibilmente a causa delle raffiche. Durante la stagione invernale (giugno-settembre), alcune sezioni del percorso possono presentare tratti ghiacciati o nevosi, richiedendo catene per pneumatici o, preferibilmente, un veicolo con trazione integrale. Il fondo stradale è generalmente buono, ma le piogge recenti possono creare piccole frane di fango sui tratti più esposti, specialmente tra Hotel Llao Llao e Puerto Pañuelo, dove la vegetazione è più fitta e le pendici più ripide. Lungo il percorso si incontrano animali selvatici che attraversano la strada, specialmente nelle ore del tramonto e dell’alba: huemul (il cervo andino in pericolo di estinzione), pudú (un piccolo cervo), e talvolta puma in aree più remote. La maggior parte delle strade secondarie non ha guardrail, quindi è necessario prestare attenzione ai bordi, specialmente nei tratti con pendenze laterali.
Il transito nel Parco Nazionale richiede il pagamento di una tassa d’ingresso, attualmente di circa 800 pesos argentini per veicolo (prezzo soggetto a variazione). Lungo il circuito non ci sono molti distributori di benzina: l’ultimo prima di entrare nella zona più selvaggia si trova a Bariloche centro, quindi è consigliabile fare il pieno prima di partire. La maggior parte delle attrazioni principali dispone di parcheggi gratuiti, ma nei periodi di alta stagione possono riempirsi rapidamente, soprattutto il parcheggio del Cerro Campanario e quello di Puerto Pañuelo. Consiglio di arrivare presto la mattina per trovare posto, oppure di considerare di visitare le attrazioni più popolari nel primo pomeriggio, quando molti turisti sono già rientrati in città per il pranzo.
Il noleggio auto a Bariloche permette di evitare del tutto questi problemi di parcheggio, potendo partire da hotel nel centro storico e tornare direttamente, senza dover ricorrere a tour guidati che impongono orari rigidi e soste limitate. Il sistema di navigazione funziona abbastanza bene con mappe offline scaricate in anticipo, ma è consigliabile anche una mappa cartacea come backup, perché alcune aree del parco nazionale hanno copertura telefonica limitata.
Prima di partire: preparativi essenziali
Per organizzare il viaggio, ricordo che servono alcuni documenti essenziali: passaporto valido per almeno 6 mesi dalla data di ingresso, carta di credito per il deposito cauzionale della macchina (spesso richiesta dalle compagnie di noleggio), patente di guida nazionale tradotta in spagnolo o accompagnata da permesso internazionale, e assicurazione di viaggio che copra le attività all’aperto e l’eventuale soccorso in aree remote. È anche consigliabile avere sempre con sé contante per pedaggi e piccole spese, perché molti distributori e mercatini nella zona del parco non accettano pagamenti con carta.
Il clima a Bariloche può essere imprevedibile: le giornate in estate possono iniziare con cielo sereno e terminare con temporali nevosi sulle cime, quindi è bene avere sempre con sé abbigliamento a strati e protezione per la pioggia, anche nelle settimane più calde di gennaio e febbraio. Il sole patagonico è molto intenso a causa della minore protezione dell’ozono alle latitudini meridionali, quindi crema solare SPF 50+ e occhiali da sole sono indispensabili anche nelle giornate nuvolose, quando le nuvole possono addirittura aumentare l’esposizione ai raggi UV riflessi.
Per il veicolo, è consigliabile avere con sé catene da neve anche in estate, perché il clima di montagna può riservare sorprese, un navigatore GPS con mappe offline scaricate in anticipo, e un kit di emergenza con acqua, cibo non deperibile, coperta termica e torcia elettrica, perché le strade secondarie del parco nazionale possono essere poco battute e in caso di guasto o incidente potrebbe passare molto tempo prima che passi qualcuno.
Un elemento spesso trascurato ma importante è la connettività: il segnale telefonico è assente in molte aree del circuito, quindi è fondamentale informare sempre qualcuno del proprio itinerario e dell’orario previsto di rientro, specialmente se si pianificano escursioni sui sentieri più isolati. Lungo il percorso non ci sono molti punti di ristoro, quindi è consigliabile portare con sé acqua, snack e un pranzo al sacco, soprattutto se si prevede di dedicare tempo alle escursioni e alle soste fotografiche. A Colonia Suiza si trovano alcuni ristoranti e caffè, ma i prezzi sono più alti che in città e la disponibilità è limitata nei periodi di bassa stagione.
Domande Frequenti
Il Circuito Chico è adatto ai bambini?
Certamente, il percorso è accessibile a famiglie con bambini di tutte le età. Il Cerro Campanario si raggiunge con la funivia, quindi non richiede camminate faticose, e le soste presso gli hotel, i punti panoramici e le spiagge permettono ai bambini di correre e giocare in sicurezza. Gli unici punti da considerare sono le temperature spesso fresche anche in estate e il vento patagonico, che può essere fastidioso per i più piccoli. Portate con sé peluche e abbigliamento caldo a strati, e pianificate soste presso le aree attrezzate di Puerto Pañuelo, dove i bambini possono esplorare il museo della Patagonia e i giardini botanici senza dover camminare molto.
Il percorso è fattibile con un’auto normale?
Sì, la maggior parte del Circuito Chico è asfaltata e accessibile a qualsiasi tipo di veicolo, dalle piccole city car alle SUV familiari. L’unica eccezione sono alcune strade sterrate secondarie che portano a punti di sosta non segnalati, dove un’auto con maggiore altezza da terra può essere utile ma non indispensabile. Il mio consiglio è di noleggiare un’auto compatta ma confortevole, con aria condizionata e buona visibilità, perché le strade hanno molte curve e il conducente deve rimanere concentrato per lunghi tratti.
Devo prenotare in anticipo il noleggio auto?
Nel periodo di alta stagione (dicembre-febbraio) e durante le vacanze argentine (soprattutto a cavallo di Capodanno e Carnevale), il noleggio auto a Bariloche può essere molto richiesto e i prezzi salgono significativamente. Prenotare con almeno 2-3 settimane di anticipo garantisce una maggiore scelta di categorie di veicoli e prezzi più competitivi. Il mio consiglio è di prenotare non appena si fissa la data del viaggio, e di confrontare i prezzi di diverse compagnie sul sito di Qeeq, che raccoglie le offerte di tutti i principali fornitori e permette di trovare il veicolo più adatto alle proprie esigenze al miglior prezzo. Ricordate che il deposito cauzionale viene bloccato sulla carta di credito al momento del ritiro, quindi è importante avere un limite di credito sufficiente.
Qual è il momento migliore della giornata per fare il Circuito Chico?
Il Circuito Chico si presta a essere percorso in entrambe le direzioni, ma la mia esperienza suggerisce di partire la mattina presto, alle 8 o alle 9, per evitare il traffico più intenso e godersi i primi punti di interesse con meno folla. Le soste come il Cerro Campanario e il punto panoramico di Bahía López sono particolarmente suggestive all’alba e al tramonto, rispettivamente. Se partite nel primo pomeriggio, rischiate di trovare molto traffico in uscita da Bariloche e di non riuscire a fare le soste principali con calma. Il consiglio più importante è di non avere fretta: il bello di questo percorso sta nel perdersi tra i boschi, nel fermarsi quando il paesaggio lascia senza fiato, nel sedersi su una panchina a guardare il lago che cambia colore con la luce. Lasciatevi almeno 4-5 ore, considerando anche una pausa pranzo a Colonia Suiza o Puerto Pañuelo.
È sicuro guidare di notte lungo il Circuito Chico?
Non lo consiglio. Diverse sezioni del percorso non sono illuminate e attraversano tratti di bosco dove la fauna selvatica è attiva dopo il tramonto. Il rischio di incontrare animali sulla strada (soprattutto cervi e volpi) è concreto, e in caso di incidente o guasto meccanico ci vorrebbe molto tempo prima che arrivi soccorso in aree così remote. Inoltre, le curve senza guardrail e le pendenze ripide sono più pericolose di notte, quando la visibilità è ridotta alle sole luci dell’auto. Rientrate sempre prima del tramonto, o alternate la guida con un passeggero che possa tenervi d’occhio sulla strada.
Il vento patagonico rappresenta un problema serio?
Sì, può esserlo. Il vento che scende dalle Ande può raggiungere raffiche superiori ai 100 km/h, specialmente nei tratti più esposti della costiera occidentale. In alcune giornate ho visto automobili spostarsi nella propria corsia a causa delle raffiche, e motociclette e camper essere letteralmente sospinti fuori strada. Il mio consiglio è di controllare le previsioni del vento prima di partire e di rinviare il viaggio se sono previste raffiche superiori ai 70 km/h. Se vi trovate già in strada e il vento si alza improvvisamente, rallentate, tenete entrambe le mani sul volante, e evitate di aprire le portiere senza assicurarvi prima che il vento non le strappi dalle mani. Noterete che sugli specchietti retrovisori e sui finestrini si accumula un pulviscolo sottile (la polvere patagonica trasportata dal vento), che può limitare ulteriormente la visibilità già compromessa dal vento. Come regola generale, vestitevi a strati e portate sempre con voi un guscio antivento, indipendentemente dalla stagione.
Il percorso si conclude idealmente a Bariloche, dove si ritorna dal vento aperto del lago verso le strade più riparate del centro città, e dove è possibile concedersi una cena a base di trota arcobaleno (la specialità locale) in uno dei ristoranti sulla costiera del lago, guardando il sole tramontare sulle montagne che si sono appena percorse in auto. Il Circuito Chico è molto più di un semplice giro turistico: è un percorso che rivela la vera essenza di Bariloche, la sua storia di immigrazione europea, la sua connessione profonda con la natura andina, e la sua capacità di far sentire ogni visitatore parte di un paesaggio che esiste da millenni e che continuerà a esistere molto dopo che noi ce ne saremo andati.
Quello che mi ha colpito di più è stato proprio questo: la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di antico e immutabile, che osserva il passaggio delle generazioni con la stessa serenità con cui il lago riflette le montagne. Consiglio a chiunque stia pianificando un viaggio a Bariloche di dedicare almeno mezza giornata a questo percorso, possibilmente all’inizio del soggiorno, perché sarà il punto di riferimento da cui partire per esplorazioni più approfondite. Buon viaggio, e ricordate: la Patagonia non aspetta nessuno, ma chi arriva con curiosità e rispetto viene ricompensato con panorami che tolgono il fiato.
